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LIBERI DI LIBERI DA 

Voci e Volti. Storia di Samia.

Testo di Giacomo D'Antonio 

liberamente tratto dal libro di G. Catozzella "Non dirmi che hai paura",

Eleaborazione Drammaturgica Elena Ruzza

con Elena Ruzza e musiche di Matteo Cantamessa

Luci Davide Rigodanza


Questa storia ha un nome e un volto Samia. Samia è una ragazza di Mogadiscio che ha la corsa nel sangue e un allenatore Alì  l’amico del cuore. Samia ha un sogno riscattare il suo paese rincorrendo la libertà e il sogno di vincere le Olimpiadi a Londra. Sola parte per il “viaggio” lungo ottomila chilometri, l’odissea dei migranti… che arrivano via mare in Italia.


Questo è un racconto sui migranti che approdano a Lampedusa, con il loro calvario vissuto nel tentativo di raggiungere un Mondo Nuovo. Con questa narrazione si vuole trasmettere al pubblico le motivazioni dei profughi nell'affrontare questi pericolosi viaggi, il perché si abbandona una vita nella speranza di trovare un futuro in un'altra terra per se e per i propri figli. Alcuni di loro non riescono a raggiungere la meta. E queste sono le loro storie.


Sono in migliaia i profughi che non sono mai arrivati a Lampedusa o sulle coste italiane, solo negli ultimi mesi due grandi episodi hanno messo in luce questo dramma.


Molte sono state le bare con identificazione con un semplice numero ed una dicitura del cadavere: "uomo di circa 20 anni, bambina di circa anni otto", ma chi era e cosa cercava, lo cercheranno di spiegare in un susseguirsi di storie raccontate in una stanza di accettazione del Paradiso. I personaggi ignari del luogo in cui sono raccontano ognuno la propria storia con il suo epilogo. I racconti verranno interrotti dall'inserimento di una donna manager che si lamenta della mancanza di campo, non gli funziona il cellulare, il tablet ed il pc, e non ci sono servizi accoglienti in quell'aeroporto, proprio una struttura molto scadente. Emergono le contraddizioni, cittadini ricchi e cittadini poveri, affiorano le esigenze ed i sogni, diversi fra loro. Le ragazze che hanno raccontato la propria storia decidono di scrivere una lettera ai cittadini della terra.

Questo progetto nasce con l’obiettivo di costruire memoria del  tragico sbarco di Lampedusa del 2013 in cui hanno perso la vita oltre 366 persone. 

Il progetto è sostenuta dal  Comune di Settimo torinese, La Casa dei Popoli e la C.R.I. italiana.

Stiamo vivendo in una società complessa, costruita sui principi della ugualità, dove ventate liberiste cercano di modificare alcuni principi. Queste storie d’immigrazione e la lettura di brani del libro di Giuseppe Catozzella “Non dirmi che hai paura”, e riflessioni di don Tonino Bello, vogliono far conoscere alla cittadinanza, in modo particolare ai giovani, il dramma dei migranti, proponendo un percorso educativo. L’educazione ai diritti umani si propone come obiettivo di costruire una cultura dei diritti umani,capace di dialogare, persuadere e, in ultima istanza, di prevenire le violazioni dei diritti stessi. 


           

  














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